In quest'ultimo periodo sembra si stia semplificando
il quadro delle liste che appoggeranno Dellai. Tutto il brulicare precedente sembra vada
ricomponendosi (per mutuare dal gioco) sia alle ali, che al centro, come in difesa. Prima
Costruire comunità che rimette, per dirla con Cattani, definitivamente nel cassetto
l'idea di una politica alta e nobile, una politica dei contenuti e non solo della gestione
del potere (quella di Dellai), per mercanteggiare un posto in lista con i Ds. Rifondazione e Comunisti italiani con la "fregola" di governare (come a Rovereto?) o di fare le belle statuine (come a Trento ?) hanno dimenticato cosa significa il ruolo di controllo della minoranza, o dell'opposizione: forse pensano di stare nelle regioni "rosse"? Come anche il sindacato, che avendo un segretario che va in pensione (ammesso che la riforma gli tenga la finestra aperta) anziché mandarlo a coltivare la vigna, pensi di farlo candidare, aggiungendo danni certi, a danni futuri. I riformisti con la rinuncia "forzata" di Olivieri presenteranno Raffaelli, tornato ora in Africa su nomina del ministro Frattini, vi era già stato (con gli esiti che non voglio approfondire) come emissario di Craxi. I repubblicani che a Roma stanno con la casa delle libertà, in Trentino stanno dall'altra parte. Mentre Gubert e soci che nel Parlamento sta con Berlusconi (per la scuola privata), con l'aria agreste del Trentino si collocano sotto l'ala protettrice del "Magnifico". Insomma una situazione che cento anni fa era definita e chiamata con il proprio nome, ovvero: trasformismo. Divenuta ora una pratica di cui più nessuno s'indigna. Un gioco di scatole cinesi, un assemblaggio di matrioske alla faccia dei programmi, dei bisogni della popolazione, delle priorità; una decomposizione della politica in una fetida e irrespirabile palude in cui non è detto che chi andrà ad emergere sia il "meno peggio". Si va via, in definitiva, perdendo il ruolo delle rappresentanze politiche all'interno delle istituzioni: le decisioni si prendono altrove (Iniziative urbane per fare un esempio) o non sono controllate da chi dovrebbe fare opposizione (della vicenda dei capannoni a Spini ci si accorge solo ora?). E' pertanto quanto mai necessaria un'iniezione di sano antagonismo che il Movimento per i Diritti "Su la testa", con i propri limiti e ridotti mezzi, s'impegna ad attuare e mettere in pratica perché i Trentini non accettino di chiudere in frigo il loro cervello. Aldo Collizzolli per il "Movimento per i Diritti - Su la testa" Movimento
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