SCALO INTERMODALE DI RONCAFORT

Alla c.a. della redazione del quotidiano l'Adige

Nutro la speranza che, per il 2005, quando ci sarà il vero taglio del nastro per l´inaugurazione del completato scalo intermodale di Roncafort, parte dei 21 milioni di euro previsti saranno stati spesi per il ripristino di quella fascia di rispetto, studiata a difesa delle case a ridosso dello scalo, che era stata garantita, a suo tempo, dai politici Pacher e Dellai.

Già, forse al ministro Lunardi non è stato illustrato il reale e grave disagio che prova la popolazione residente a ridosso di questa nuova opera che da sì lustro, in campagna elettorale, al Presidente Dellai e al sindaco Pacher ma che è uno scandalo per l´arroganza con cui i due fraterni amici si sono fatti beffa della popolazione locale. Con questo pensiero mi spingo a fare un sogno che desidero veder realizzato: immagino al posto del previsto "muro di Berlino", che vogliono costruire sul confine fra la defraudata zona di rispetto e le abitazioni (oltre al danno, le beffe!), un bellissimo parco che si estende sulla riconquistata fascia di rispetto.

Collinette piene di alberi, sculture in pietra, fontanelle, ruscelletti con ponticelli, il chiosco delle bibite, una costruzione che ospiti mostre e iniziative culturali e, forse, anche la pista ciclabile che collega Roncafort con il quartiere di riferimento "Cristo Re", cosa che garantirebbe una diminuzione delle polveri fini visto che dalla frazione ci si arriva in bicicletta coprendo agevolmente in piano circa 4 km. Peccato che il traffico sia costretto su due corsie strette, ed i marciapiedi, vuoti di pedoni, siano impraticabili per i ciclisti! Chissà, forse sarebbe piaciuto al ministro Lunardi questo disegno alla "Busquet", che, a dir la verità, ho un po´ ricopiato dal meraviglioso parco di Matterello vicino alla casa del sindaco. Il mio sogno s´infrange quando leggo sul giornale che l´ex sindaco di Trento, Edo Benedetti, dice che rispetto alla valenza complessiva dell´opera della variante di Piedicastello, il sacrificio è stato supportato da un numero esiguo di cittadini e che lo rifarebbe!

Una politica in favore della comunità dovrebbe basare i propri presupposti su altri elementi, tenendo presente che non ci sono cittadini di serie A, di serie B o Z in base al fatto che abitino in un posto piuttosto che in un altro. Sarebbe come se l´Enel si rifiutasse di portare l´energia elettrica in un paesino disperso in montagna perché, da un punto strettamente economico, il pagamento delle bollette non ammortizzerebbe i costi supportati per la posa in opera dell´elettrodotto.

Concludo con una considerazione: se siamo ancora qui a recriminare sull´ennesima dimostrazione di arroganza del potere politico sul cittadino, significa, ahimè, che la mentalità non è cambiata dai tempi di Edo Benedetti e che i politici attuali, identificati in fiori e piante più o meno colorati, non hanno saputo fare di meglio dei loro "navigati" predecessori.

Non mi resta che confidare nell´impegno che qualunque libero cittadino può mettere nel combattere l´incrostazione di questa politica.


Simonetta Gabrielli
per il "Movimento per i Diritti - Su la testa"

Movimento per i Diritti SU LA TESTA
Web Site http://sulatesta.byelabor.it



last update: 17 settembre 2003