VOLANTINO PUNTO NASCITE

DEGRADO DELL'ORGANIZZAZIONE
OSTETRICO-GINECOLOGICA OSPEDALIERA
DEL TRENTINO

L'organizzazione ostetrico-ginecologica ospedaliera trentina è in continuo progressivo degrado. Esistono in Trentino 8 punti nascita. Solo gli ospedali di Trento e di Rovereto rispettano i requisiti minimi organizzativi di accreditamento: personale medico ed infermieristico 24 ore su 24 con la presenza di almeno 1 medico ostetrico e di una ostetrica. Ai restanti sono stati derogati i requisiti minimi per altri 3 anni, ossia avranno una assistenza al parto inferiore al minimo.

La Giunta Provinciale ha deciso di chiudere i punti nascita di Tione, Borgo e Riva del Garda con un "ripensamento", che sembra sempre più di carattere elettoralistico che non per i bisogni della gente.

Come? I medici ostetrici che lavorano nei punti nascita degli ospedali distrettuali sono costretti a coprire la guardia (con servizio intraospedaliero) e le pronte-disponibilità. Il contratto nazionale vieta un numero mensile maggiore di 10 pronte disponibilità. Solo un recente contenzioso giudiziario, intrapreso da 3 medici di un ospedale distrettuale, ha obbligato l'Azienda Sanitaria per i Servizi Sanitari a rispettare il contratto, ma ciò non accadrebbe ancora.

I medici degli ospedali distrettuali sono costretti a spostarsi come "pacco postale" da un punto nascite all'altro, per tappare i "buchi assistenziali". Inoltre sono stati assunti vari professionisti co.co.co. L'impegno lavorativo non assicura in alcun modo le 4 ore settimanali di aggiornamento, a cui ciascun medico ha obbligo e diritto. Quasi impossibile per i medici ostetrici distrettuali (non primari) partecipare a congressi, corsi di formazione, negati sempre con la scusante non meglio specificata di "esigenze di servizio". La turnistica mensile talora viene fornita ai sanitari all'ultimo minuto, impedendo loro il sacrosanto diritto di programmare la propria vita.

Tione: la situazione del punto nascite è disastrosa. Incomprensibile è il ritardo con cui si procede all'espletamento del concorso di Direttore della Divisione di Ginecologia ed Ostetricia dell'Ospedale di Rovereto.

Riva del Garda: vi è una enorme confusione sulle responsabilità dirigenziali in quanto il Primario di Rovereto è anche primario di Riva del Garda e, suo malgrado, non è ancora dotato di ubiquità. Il continuo spostamento, oltre al disagio, crea le condizioni di una carente qualificazione, in quanto le prestazioni momentanee, prive di controllo a distanza, non sono certamente il criterio migliore di formazione per un medico.

Trento: la Divisione di Ostetricia e Ginecologia ha sospeso da tempo gli esami ecografici ed ostetrici di I livello e le donne per eseguirli sono costrette ad emigrare negli ospedali distrettuali dove il CUP trova un "buco libero" con ore di strada. La diagnostica pre-natale lascia molto a desiderare ed il punto nascite dell'Ospedale S. Camillo, tra i più richiesti ed enfatizzati, oltre che non avere i requisiti minimi assistenziali, manca di rianimazione e centro trasfusionale.

I punti nascita periferici sono veri e propri "porti di mare" per i continui trasferimenti dei medici che appena arrivati, per i disagi che incontrano chiedono ed ottengono il trasferimento.

Sarebbe sufficiente assumere medici ostetrici-ginecologi, assicurando loro il rispetto contrattuale, la possibilità di aggiornamento e crescita professionale. Ciò non sta accadendo in nome di una vergognosa compatibilità economicistica.

Così oltre ai diritti dei lavoratori vengono calpestati quelli dei neonati e delle mamme.

Guido Gasperotti per il "Movimento per i Diritti - Su la testa"

Movimento per i Diritti SU LA TESTA
Web Site http://sulatesta.byelabor.it



last update: 22 luglio 2003