PORFIDO IN CONCERTO
Testo del volantino diffuso allo spettacolo
organizzato dall'APT in una cava di porfido a Fornace il 25 agosto 2003.
Questa sera si suona, si canta, ci si diverte in
questa cava di porfido rosso! Allegria, spensieratezza, voglia di vivere!
Noi siamo con voi per un momento di MEMORIA.
Perché "la nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, il nostro
sentimento, persino il nostro agire. Senza di essa non siamo nulla
"
E allora ricordiamoci che questa cava ha sfruttato
gli operai, giorno dopo giorno, approfittando della loro salute e della loro
disponibilità per soddisfare il loro bisogno di autonomia economica. Il porfido ha creato
certamente benessere; non per tutti in modo uguale!
Tanto sfruttamento, troppa sofferenza e distruzione dell'ambiente, per tutti gli operai, a
cottimo o dipendenti o padroncini.
Lavorare il porfido significa rimanere ore ed ore a tagliare, squadrare "L'oro
rosso": sempre più in fretta, magari senza tener conto delle norme di sicurezza per
raggiungere il quantitativo giornaliero di decine di quintali, anzi superarlo, aumentare
sempre di più la produttività sino a quando si è giovani e si può guadagnare.
Molti progressi sono stati fatti contro gli infortuni e le malattie professionali. Ma
anche oggi, terzo anno del nuovo millennio, la silicosi e il cancro del polmone che hanno
mietuto centinaia di vittime nel passato sono sempre in agguato. E' tragica nella sua
evoluzione la silicosi. A poco a poco il malato si sente soffocato incapace di respirare
ad ogni minimo sforzo. Si è costretti a muoversi sempre meno per l'affanno, la mancanza
d'aria che diventano sempre maggiori. Ci si riduce a chiudersi in casa a rimanere per
interi anni a letto al di fuori della vita sociale. I noduli di silice nei polmoni si
ingrandiscono sempre di più fino ad occuparli interamente e a togliere il respiro.
Lavorare ad un ritmo sempre più gravoso e stressante obbliga spesso i lavoratori ad
abitudini di vita che dovrebbero essere evitate ma che non possono perché si deve
dimenticare l'enorme fatica. Si crea così una situazione infernale.
SFRUTTAMENTO E SOFFERENZA NON SONO MONETIZZABILI!
Eppure le voci dei lavoratori che ci parlano dal
libro "L'Oro Rosso" sono voci forti, sono volontà inflessibili, sono barricate
irte di occhi attenti e decisi che tagliano più delle lame e non ammettono né
compromessi né facili ambiguità. Sono gli uomini che affrontano le polveri
e che
reclamano con tutte le loro energie il "DIRITTO ALLA VITA" (dalla presentazione)
Si rimane pertanto allibiti di fronte all'esiguità delle retribuzioni se paragonata allo
sforzo fisico e alle malattie a cui si va incontro. Tragicamente si può dire che non si
tratta di vita ma di sopravvivenza, di una esistenza sprecata, vissuta solo nella speranza
di un domani migliore per i figli, come evidenziato dai numerosi stranieri fuggiti dai
loro paesi alla fame e agli stenti.
Senza memoria la vita non è vita!
"Movimento per i Diritti - Su la testa"
Movimento
per i Diritti SU LA TESTA
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