La montagna è un patrimonio comune, di chi vi abita e lavora e di chi si reca alla ricerca di una vita più libera e naturale. Controbilancia l'urbanizzazione selvaggia, gli inquinamenti, lo smog, le costrizioni sociali ecc. della società che non si "prende il tempo" per le relazioni umane. Questo valore sociale della montagna esiste se rimane diversa dalla città. Per gli uomini che vivono in montagna essa conserva ed accresce la propria utilità a patto che ne venga conservato intatto l'equilibrio ecologico, geografico, ecologico, fisico. Al montanaro come al cittadino la montagna è utile se è bella. Ma oggi è così? Quanto bisogno di montagna ha il nostro vivere quotidiano (o mondo), più ancora che quello dei nostri padri, dei nostri nonni che hanno incominciato a scoprirla? Una montagna degradata, indiscriminatamente urbanizzata o abbandonata può dare risposte soddisfacenti ai bisogni dei vari strati sociali, non avulsi dai ritmi profondi che regolano la vita umana assieme a quella di ogni altra entità naturale? L'uomo quando a puri fini speculativi o di sfruttamento di una risorsa, cioè si dimentica dell'uomo, riproduce in montagna gli stessi ambienti, strutture, problemi dai quali l'uomo è assillato e dai quali vuole liberarsi. Il bello e il brutto esiste in natura. Ma quello permesso e costruito dai responsabili tecnici e politici che consumano un bene insostituibile devono far riflettere sulla necessità: di una riconversione del lavoro in montagna; di dare ai parchi un concreto contenuto ai bisogni dei valligiani; di un turismo consapevole e programmato che non si riduca ad un atto di "rapina" (mordi e fuggi), con rigide localizzazioni; di mantenere libera da qualsiasi urbanizzazione l'alta montagna valorizzando gli antichi insediamenti alpini; di usare la massima attenzione negli interventi che rimpiccioliscono gli spazi montani (impianti di risalita, indiscriminata apertura di strade)*; Insomma dobbiamo "educare" ad uno stile fatto di rispetto, di umiltà, anche di qualche rinuncia immediata in vista di un maggiore bene futuro. (*) Il boom dello sci si sta rivelando un grosso
fallimento. Doveva risolvere i problemi economici della montagna e i problemi sociali del
tempo libero delle "masse". Luca Dellantonio per il "Movimento per i Diritti - Su la testa" Movimento
per i Diritti SU LA TESTA |