Il "Movimento per i diritti - Su la
Testa", in vista delle manifestazioni nazionali contro la politica
scolastica Auspica un cammino comune per aggiornare, a partire dalle convergenze esistenti, il progetto di scuola previsto nella Costituzione per renderlo adeguato a rispondere alle nuove domande di formazione emergenti da una società resa complessa dagli accelerati processi di trasformazione in atto. La Costituzione attribuisce allistruzione scolastica un ruolo istituzionale primario per la vita democratica nel nostro Paese e impone alla Repubblica di istituire un sistema che garantisca scuola pubblica per tutti, fondata sul pluralismo e sulla libertà dinsegnamento; scuola statale e non ministeriale, nazionale a garanzia che sia assicurata in tutte le regioni una formazione culturale democratica alle nuove generazioni. Tale sistema deve essere profondamente e radicalmente rinnovato per renderlo adeguato a raggiungere il suo compito istituzionale e obiettivo prioritario cioè la formazione delle nuove generazioni intesa come educazione attraverso listruzione. Una formazione culturale per tutti libera
ed aperta La cultura scolastica deve pertanto essere ripensata in rapporto a tale finalità per avviare i giovani a vivere in piena autonomia la loro libertà e ad esercitare criticamente il diritto di cittadinanza nella società della conoscenza essendo in grado di opporsi alle spinte allomologazione che lattraversano. In tale prospettiva deve essere rilanciato il principio del mantenimento, del ripristino e dellestensione dellobbligo scolastico perché non sia solo un gravoso espediente per un parcheggio prolungato per i giovani. E necessario, pertanto, riaffermare con forza che la scuola non è una spesa ma un investimento e che risorse adeguate al raggiungimento del suo obiettivo devono essere destinate al sistema scolastico pubblico statale. In particolare è inammissibile che, nellattuale situazione di crisi, la legge finanziaria sottragga risorse al sistema scolastico statale nazionale per finanziare le scuole private. Il carattere laico del sistema scolastico nazionale, esplicitamente sancito dalla Costituzione, deve essere salvaguardato da ogni intervento che tenda ad introdurre ulteriori elementi di confessionalismo oltre quelli già imposti dal regime concordatario: è inaccettabile pertanto il provvedimento che introduce il ruolo per gli insegnanti di religione cattolica.
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