APPELLO AI CONSIGLIERI COMUNALI TRENTINI

Appello a tutti i consiglieri comunali dei Comuni del Trentino.

La nostra Costituzione prevede che: "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale".
Così accade che molti cittadini decidano di creare delle liste per partecipare e dare un contributo alla vita democratica del proprio Comune, sia esso grande o piccolo. In realtà ciò non accade quasi mai.
I poteri forti, i poteri "costituiti", nei Comuni del Trentino sono difficili da mettere in discussione, è difficile se non impossibile garantire quel principio dell'alternanza che solo può dare vitalità allo stare insieme di una Comunità. In realtà, viste le norme via via introdotte dal legislatore si ha quasi l'impressione che la democrazia rappresentativa più si aggiusta nel suo funzionamento e più cose (e democrazia) restano fuori.
Restano fuori le i consiglieri sia come persone che come rappresentanti di una grossa fetta di popolazione. La delegittimazione dei consigli comunali (favorita anche dalla sinistra di governo, ci ricordiamo più la riforma Bondi?) vede i consiglieri di minoranza vilipesi, lo stravolgimento e la mancanza di regole, favorita da quel maggioritario che non rappresenta tutti, ma di fatto, paradossalmente, in alcuni casi una minoranza.
Ciò, ci è stato detto, per garantire la governabilità! In realtà abbiamo assistito ad uno svuotamento del ruolo insostituibile e vitale del consigliere comunale. Il risultato è l'abbandono di molti, la sfiducia, il venir meno la volontà di partecipazione; per chi invece vuole fare il proprio dovere e svolgere il proprio ruolo, il muro di gomma della burocrazia; ove spesso troviamo organismi o funzionari che non dovrebbero essere politici, costretti o ben felici, di collaborare con le maggioranze dei rispettivi Comuni a scapito e detrimento della terzietà del loro ruolo.
Si ha l'impressione che i Sindaci in "feluca" del Trentino autonomo desiderino avere alle loro dipendenze degli yes men anziché dei city men. Quello che è certo è che oggigiorno i Sindaci (non tutti) gestiscono il potere in maniera personalistica e clientelare; tremano al solo fatto che una licenza edilizia, un qualsiasi atto non si basi più sul loro "favore" anziché sulla certezza di norme e regole applicate da funzionari seri, competenti e disinteressati al voto di scambio!
Così come (anche a sinistra) ogni Sindaco vuole un "ufficetto" la "sua" casa comunale, i "suoi" dipendenti, svilendo l'essenza della riforma introdotta dal legislatore nazionale.
E' avvilente e sconcertante come anche un istituto quale il Servizio Autonomie Locali debba essere oggi solamente al servizio (dipendenza) di una parte dei rappresentanti della collettività Trentina, anziché essere di consulenza e assistenza a tutti i consiglieri comunali (al di là e di sopra delle appartenenze e degli schieramenti politici) aiutandoli a svolgere un compito da cui ne potrebbero trarre vantaggio e giovamento solo la partecipazione democratica alla vita dei nostri Comuni che, ricordiamolo e ripetiamolo, sono linfa vitale del sistema partecipativo Trentino
E' stata fatta una legge, che legato ogni potere al sindaco, ha delegittimato i consigli e tolto ogni responsabilità e impegno a quei presidi di democrazia che furono e dovrebbero rimanere i consigli comunali, introducendo un deficit di democrazia e di partecipazione intollerabili. Le riforme hanno rafforzato sindaco e giunta, ma non il consiglio. Dopo l'approvazione del bilancio in base all'articolo 15 ed al successivo articolo 23 i consiglieri comunali, tutti, non solo quelli di minoranza, possono anche restarsene a casa. Era questa l'intenzione del legislatore regionale?
Ma anche la Regione (governata dal centro-sinistra) non è ancora stata in grado di recepire nulla di buono della legislazione presente a livello nazionale, nemmeno il D.Lgs. 387/98 e tantomeno il testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. Ha lasciato, pur avendone le competenze, i Comuni nel più completo abbandono; perché le amministrazioni pubbliche, dovevano adeguare i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dall'altro, pertanto anche la Regione è inadempiente!
La legge elettorale è ora assai peggiore, dal punto di vista della possibilità di scelta dell'elettore, rispetto ad un buon proporzionale alla tedesca, la "gara" è gravemente squilibrata non solo per le disparità di potere economico presenti nella società ma per il fatto che una delle parti in campo gode di un privilegio altrove inusitato proprio sul terreno più delicato in ogni democrazia (il conoscere per decidere), per cui chi è in carica, sarà rieletto, o designerà il proprio successore.
Ora, rispetto ad un tempo non vi è più nemmeno la possibilità di andare a votare per dare forza all'opposizione, eppure, quel nostro modo di votare, apparentemente illogico e in parte "ademocratico", era molto sensato: si partecipava alle elezioni con l'idea di affermare anche lì qualcosa che valeva comunque nelle nostre vite e ci vedeva impegnati tutto l'anno, tutti gli anni. Attualmente non vi sono più contrappesi che, in una democrazia con una serie di garanzie, diventano lo strumento per la propria autodifesa e per rendere possibili quelle pre-condizioni, senza le quali la medesima eguaglianza politica dei cittadini tende a vanificarsi.
Che le pari opportunità, meglio sarebbe dire dignità, esistano davvero e non solo per propagandare quanto siamo bravi in Provincia di Trento. Che tutti i consiglieri di minoranza siano messi nelle condizioni di svolgere pienamente il loro mandato. Di dare disposizioni ai funzionari affinché siano anche nostri organi di consulenza. Che si trovino modalità e garanzie per la tutela dello status di consigliere comunale, nell'ambito politico, lavorativo, e privato. Che anche le minoranze possano disporre delle strumentazioni e dell'apparato in possesso del Comune dal momento che, anche se con una percentuale diversa rappresentano comunque la collettività e il loro ruolo è costituzionalmente e democraticamente riconosciuto.
Vanno ribadite le difficoltà che vengono frapposte per accedere agli atti "pubblici" degli Enti locali, consapevoli che, in primo senza un pieno diritto alla informazione e alla conoscenza la medesima eguaglianza politica è inficiata alla radice.
Ci dicono che il loro potere è legittimato; in realtà l'obiettivo è lo svuotamento delle assemblee locali, sia per il fastidio che danno, sia per l'ingombro che esse rappresentano come organo di controllo. Bisogna chiedersi se in una democrazia la facoltà di decidere vada considerata un bene in se stessa e la decisione di un governo eletto possa essere considerata libera da ogni vincolo democratico, che non sia quello del rispetto della legge. Perchè sul rapporto tra democrazia e Stato di diritto e tra democrazia e diritti fondamentali si gioca il futuro del Trentino.
Invece (alle provinciali come alle comunali) troveremo candidati cui l'elettore potrà dire solo sì o no scelti da gruppi ristrettissimi di persone. Riduzione della rappresentanza femminile al livello più basso d'Europa. Diritto alla informazione degradato oltre ogni limite. Tutto ciò per dire solo gli aspetti più macroscopici emersi in questa circostanza. È qualcosa che riguarda il presente e l'avvenire della democrazia Trentina, come ormai anche molti studiosi (seppur con ritardo) di varie parti hanno visto e vedono.
C'è il rischio che nei Comuni e in Provincia ci si ritrovi con il governo dei peggiori; una miscela degli elementi delle peggiori forme degenerative di ciascuno di quei governi (autoritarismo personale, oligarchia, plebeismo) che ricordano molto il passato. Dobbiamo difendere questi presidi di garanzia, dall'interesse di tutti rispetto all'affermarsi del "tallone di ferro".

CHI VUOLE ADERIRE SI FACCIA SENTIRE, COLLABORI CON NOI, PER LIBERARE IL TRENTINO DA QUESTA ASFISSIANTE E PARALIZZANTE RAGNATELA, DA QUESTO SISTEMA DELLA "LUPARA BIANCA". PER CHI È CONTRO LA YOGURTIZZAZIONE DELLE COSCIENZE: SU LA TESTA!

Aldo Collizzolli per il "Movimento per i Diritti - Su la testa"

Movimento per i Diritti SU LA TESTA
Web Site http://sulatesta.byelabor.it



last update: 22 luglio 2003